LISTA INTERVENTI LOCALITA' : Negombo Il complesso residenziale di Bosco Pura
LISTA INTERVENTI LOCALITA' : Negombo
Il complesso residenziale di Bosco Pura
Colombo è una città cresciuta in fretta negli ultimi decenni, aggiungendo quartiere a quartiere. La capitale di Sri Lanka ha inglobato insieme, in una rete di strade dal traffico caotico e convulso, le vestigia dell’Impero britannico e aree industriali, la vecchia zona portuale e i nuovi grattacieli, i palazzi del Governo e delle Amministrazioni e nuovi quartieri popolari, vecchi mercati di strada e caserme delle Forze Armate e di polizia, viuzze che partono da una via principale trasformandosi nel giro di pochi metri in bidonville e nuovi centri commerciali, aree da poco bonificate e costruite e villaggi una volta tranquilli ed ora completamente immersi nella città. Colombo è cresciuta soprattutto lungo la costa: verso nord, lungo la strada che la collega all’aeroporto, sorto vicino all’antica città di Negombo, e verso sud, su Galle Road, un tempo la via principale della capitale. Per almeno una quarantina di chilometri, nelle due direzioni, non si ha l’impressione di uscire dalla città, anche se si attraversano diversi distinti Comuni. La costante che ti accompagna dal momento dell’arrivo è il concerto dei clacson che non smette per tutto il giorno, dall’alba fino al tramonto, accompagnato dal frastuono sgraziato di motori di ogni epoca e di ogni tipo che ripartono ai semafori. Qua e là, nelle zone di mercato, voci umane si alzano di tono e riescono a farsi sentire. Passando in auto, vicino ai templi buddisti e alle moschee, si sente l’eco di canti religiosi, ma sono suoni distorti, amplificati, preghiere elettroniche che da tempo hanno sostituito la voce umana e il canto degli strumenti, nell’abituale e globalizzato tentativo di conciliare spiritualità e riduzione dei costi, che anche qui offre risultati di scarsissimo pregio. In mezzo al caos delle strade, tra moto, macchine, camion e tuk-tuk, non è raro imbattersi in una infinità di animali, soprattutto mucche, che girano libere, e poi cani, ovunque, e capre. Fuori Colombo gli animali che si incontrano diventano anche più numerosi: scimmie, serpenti, elefanti. Nessuno si scompone o si irrita, anche i driver più spericolati rallentano, si fermano, lasciano passare. Almeno il rapporto con il regno animale si direbbe improntato alla più grande tolleranza. Colombo è città multietnica, dove convivono tutte le etnie e le confessioni religiose presenti nell’isola, cui si aggiungono presenze di ogni parte dell’Asia e del mondo, attirate nella capitale dall’altalena delle opportunità economiche, delle alleanze commerciali e politiche. Templi buddisti, templi indù, moschee, chiese di ogni confessione cristiana spesso sorgono ad un passo l’una dall’altra; i quartieri alle volte si caratterizzano per una etnia prevalente, in altri casi è difficile dire se ti trovi in una zona musulmana o in un isolato a prevalenza tamil. Ovunque, in città, è un susseguirsi di posti di blocco, con militari e poliziotti che osservano i veicoli rallentati da serpentine e gincane tra cavalletti ed ostacoli creati per fermare e controllare ogni tanto qualcuno. Quando i check point diventano più numerosi, e i controlli più attenti, è segno che la tensione sta di nuovo salendo. Sono questi posti di blocco sulla strada e la costante presenza di militari e poliziotti armati l’indicatore più visibile del conflitto che oppone il Governo e i “terroristi” – il termine, esplicito e duro, ha riavuto anche qui nuova legittimità dopo l’11 settembre – delle formazioni militari tamil; conflitto che si è espresso anche nel recente passato con attacchi, sparatorie e scoppi di bombe, creando nella capitale la sindrome della città minacciata. Avendo concentrato qui tutte le opportunità di sviluppo e di crescita dai tempi dell’indipendenza – fuori da quest’area solo il sud e la zona centrale dell’isola hanno conosciuto forme di modernità economica, con la crescita dell’industria turistica – la conglomerazione urbana di Colombo ha finito con l’attirare in modo costante sempre nuovi abitanti, alla ricerca di possibilità di lavoro, di sopravvivenza e, perché no, di ricchezza. Sono molti gli srilankesi arrivati nella capitale che poi sono riusciti a fare fortuna nei più diversi settori economici: edilizia, commercio, ristorazione, servizi, officine, impiantistica, elettronica ed informatica, finanza e credito. Se li incontri, raccontano volentieri le loro umili origini e la loro storia, come in ogni Paese del mondo dove almeno una parte della ricchezza di oggi è giovane e non richiede lo sforzo di ricordare generazioni precedenti. Ma anche qui la percentuale di chi ha avuto successo è una minoranza sparuta tra quanti hanno condiviso, all’inizio, le stesse speranze, e si nota. Adesso le vicende di una congiuntura economica non sempre felice e il peso di una guerra che non ha mai cominciato davvero a trasformarsi in pace – le Forze Armate del Paese, composte di soli cingalesi, e quelle di polizia hanno organici spaventosamente elevati – stanno creando nuove tensioni in larga parte della popolazione, che sente minacciata la propria qualità della vita da un’inflazione a due cifre e da prospettive di lavoro sempre meno sicure. Ma, come in tante altre parti del mondo, bisogna fare attenzione per cogliere questi segnali di disagio, credibili quando espressi in privato nelle conversazioni e negli incontri, largamente strumentalizzati ed amplificati nell’incessante scontro tra i partiti che caratterizza la vita politica inquieta, irrequieta e facilmente mutevole dello Sri Lanka. Lo tsunami, a Colombo, non è arrivato, se non per qualche cavallone più alto del solito, generato dal passaggio dell’onda più a sud, che ha allagato qualche area costiera e distrutto qualche baracca già mal messa di suo. Abbiamo inserito in questa sezione una serie di progetti che il Dipartimento ha sviluppato in collaborazione diretta con le Autorità centrali, le Amministrazioni e alcuni Ministeri, oppure con Organizzazioni internazionali che hanno sede nella capitale ed hanno poi operato in altre aree del Paese colpite dal maremoto.